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Acqua all’arsenico?

21 maggio 2012

Interveniamo nella polemica che oppone in queste ore il Presidente dell’Acquedotto del Fiora Ceroni al forum amiatino di SOS Geotermia per portare la nostra testimonianza ed il nostro contributo al dibattito.

Avendo partecipato alla riunione dei comitati amiatini del 12 maggio scorso, possiamo testimoniare che, anche se è stato portato all’attenzione della popolazione amiatina il progressivo degrado che subiscono in questi anni le fonti da cui l’acquedotto trae la maggior parte dell’acqua che fornisce alle 800 mila utenze di Siena e Grosseto, in nessun caso è stato affermato che L’Acquedotto del Fiora violi i parametri legali di potabilità dell’acqua.

 Infatti da quando nel 2011 l’Unione Europea ha obbligato il Ministero della Sanità italiana a sospendere le deroghe all’inquinamento da arsenico, richieste a più riprese dalla Regione Toscana nel decennio precedente, sono stati finalmente applicati, alle fonti più inquinate dell’Amiata, dei filtri che provvedono a tenere questo pericoloso cancerogeno al disotto del limite di 10 microgrammi/litro fissato dal D.lgs 31/2003.

 Ciò detto bisogna aggiungere che l’Organizzazione Mondiale della Sanità, (che non ci risulta essere una pericolosa organizzazione terrorista/allarmista) prescrive ai governanti di cercare di mantenere la presenza di arsenico nell’acqua potabile in valori, quanto più possibile, prossimi allo zero, con particolare riguardo verso bambini e donne in cinta, dato che l’arsenico si accumula nell’organismo e, quanto più si prolunga l’esposizione, tanto maggiori sono i rischi di insorgenze di tumori e cardiopatie.

Da una risposta rilasciata nel marzo 2012 dal Settore energia e settore tutela Risorse idriche della Regione toscana, risulterebbe invece che tutti gli sforzi dei tecnici dell’acquedotto, tramite filtraggi e miscelazioni tra le diverse fonti, siano volti a mantenere il contenuto di arsenico appena al di sotto dei 10 microgrammi per litro. Settore energia e settore tutela Risorse idriche

Noi riteniamo piuttosto che un amministrazione pubblica responsabile ed un gestore tra i più cari d’Italia non dovrebbero lesinare sforzi nel mettere in sicurezza la salute della cittadinanza, spingendo la depurazione verso i parametri consigliati dall’OMS, invece di limitarsi al mero rientro nei ben più indulgenti limiti emergenziali.

E questo per cominciare, perché in una società matura ed evoluta, sarebbe più logico attendersi che ci si organizzi a prevenire e rimuovere le cause degli inquinamenti ambientali, invece di correre dietro alle emergenze, sempre in affanno, ad aggiustare i danni causati da incuria e sottovalutazione delle conseguenze di troppo disinvolte attività estrattive e geotermiche.

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