Vai al contenuto

In occasione dell’anniversario dei Referendum

11 giugno 2012

Ad un anno esatto dalla vittoria referendaria del 12 e13 giugno 2011 che ha sancito, con la volontà espressa da 27 milioni di italiani, l’abolizione della quota di remunerazione capitale e l’interruzione del percorso di privatizzazione dell’Acqua, proviamo a fare il punto sugli effetti che questo inequivocabile e poderoso pronunciamento popolare ha avuto sulla materia.

Si fa presto a concludere l’analisi: nessun effetto

 Mai, nella storia della Repubblica, si è consumato un oltraggio alla democrazia altrettanto grave, mai una classe politica aveva prima dimostrato una così profonda indifferenza per una volontà formalmente espressa dai cittadini. Quello che è accaduto nell’ultimo anno in Italia è un autentico golpe, commesso dall’intera casta dei politici di professione ai danni del popolo sovrano.

E mentre da un anno a questa parte in tutte le sedi politiche deputate a dare piena applicazione alla volontà popolare, ratificata da un decreto Presidenziale e da un pronunciamento di Corte costituzionale, veniva messa in scena un’indegna melina, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, incaricata del riordino delle tariffe, portava avanti il suo progetto di riforma e dopo una lunga e faticosissima gestazione, (viene reso noto in questi giorni) partoriva quello che a tutti gli effetti può essere definito il coronamento del golpe: un progetto di modifica dove la “remunerazione dei capitali” aboliti dai referendum, viene reintrodotta col modesto accorgimento mimetico di “costo delle immobilizzazioni” e dove non si riscontra nessuna proposta per intraprendere la ri-pubblicizzazione dei servizi idrici chiaramente indicata dal responso referendario.

 Il movimento dell’Acqua bene comune (nella fattispecie i comitati senesi e grossetani) prosegue il suo percorso di lotta contro il cartello politico/imprenditoriale che ne gestisce il servizio.

 Con le già note iniziative e con alcune novità:

  • Martedì 12, all’ufficio protocollo di via Mameli dell’Acquedotto del Fiora, verranno consegnate altre 600 istanze di cittadini che annunciano l’intenzione di autoridursi la bolletta delle somme illecitamente richieste. (totale consegnate 1.500)

  • Lo stesso giorno verrà presenta nell’aula consigliare del comune di Grosseto, una mozione, a firma di 7 consiglieri, per richiedere un consiglio comunale aperto sulla questione dell’acqua pubblica.

  • Tre vertenze pilota sono state avviate presso i giudici di pace delle due provincie, da altrettanti utenti dell’Acquedotto del Fiora.

  • Analogamente, altre due vertenze saranno avviate da utenti di comuni sprovvisti di depuratore e costretti a pagare la costosissima depurazione, malgrado due pronunciamenti avversi delle massime autorità giudiziarie (Corte costituzionale: sentenza 335/2008 e Corte di cassazione: sentenza 12.04.2011 n° 8318)

 Invitiamo tutte le redazioni alla consueta conferenza stampa che terremo in strada all’atto della consegna delle istanze, Martedì 12 giugno ore 10,30 in via Mameli a Grosseto.

 

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: